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Scuta

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Inscriptiones et
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Castra

Vestitvs

Rei Varivs |
BERKASOVO (IV-V sec. d.C.)
Su questa convenzionale catalogazione, di modelli di chiara
ispirazione orientale, le confusioni non mancano. In questa
tipologia, gli elmi si contraddistinguono per la presenza del
paranaso a "T", applicato con ribattini alla parte frontale del
coppo. A nostro avviso é auspicabile una suddivisione ulteriore tra
elmi con il coppo formato da due sole parti (come la tipologia
Intercisa) e quelli con lo stesso formato da quattro; tipologia
costruttiva che può tranquillamente supportare un'ulteriore
discriminante catalogativa, oltre a quella del paranaso, e che noi
abbiamo nominato Augsburg.
Il nome deriva dalla cittadina di Berkasovo (Serbia), dove sono
stati rinvenuti due esemplari catalogati dal Robinson Berkasovo I,
II: il primo presenta la calotta di ferro formata da quattro piastre
unite con rivetti e cresta traforata, ricoperta d’argento dorato e
con gemme in pasta vitrea, onice e calcedonio, incastonate,
paragnatidi avvolgenti e, tra una di queste e la calotta, il nome
del proprietario -Dizzon- e il costruttore, Avito. Il secondo con
calotta di ferro formata da due piastre, cresta decorata con piccole
sfere, paragnatidi avvolgenti e rivettate; presenta una piccola
apertura in corrispondenza delle orecchie e con la scritta in tabula
ansata tra paragnatide e coppo LIC INIANA VICIT (dunque non databile
oltre il 324 d.C. data della caduta di Licinio). Un terzo elmo,
presente nel medesimo museo di Novi Sad e rinvenuto nei pressi di
Sremska Mitrovica risulta molto simile al Berkasovo II. Nelle prime
due foto il Berkasovo I, nelle due successive il Berkasovo II e
l’elmo di Sremska Mitrovica.
Altri elmi, a volte denominati con il
nome del luogo di rinvenimento (praticamente una tipologia per ogni
esemplare: Budapest, Deurne, Concesti, Burgh Castle, Augsburg), sono
da considerarsi della medesima tipologia, fermo restante le
differenze costruttive della calotta (due o quattro piastre) come
evidenziato sopra Gli elmi Burgh Castle e Concesti, sono
costruttivamente individuabili per la calotta costruita in quattro
placche (che sembrano sei a causa del rinforzo laterale), ma il
secondo non ha l’apertura per le orecchie, che contraddistingue il
primo.
Elmo rinvenuto in una palude nei
pressi della città olandese di Deurne, insieme ad altri elementi
appartenuti a un cavaliere, tra cui alcune monete di Costantino
(315-319); di ferro ricoperto con lamina d’argento placcata in oro,
la calotta è formata da due metà (ciascuna costruita da due piastre
che a causa di una fascia laterale di rinforzo sembrano tre per
parte come gli elmi denominati Burgh Castle e Concesti), tenute
insieme dalla cresta tramite rivettatura, riccamente decorata a
sbalzo. Ulteriore elemento di giunzione delle due parti della
calotta è la fascia di metallo inferiore. L’aggancio delle
paragnatidi (la destra è attuale) è protetto da una fascia di
metallo e due cinghie tenevano unito il paranuca alla calotta. Sulla
fascia frontale vi è la scritta “STABLESIA VI” dunque riferito ad un
reparto di cavalleria, e sul paranuca il nome del costruttore,
Marcus Titus Lunamis. Altezza cm 28,5.

(Rijksmuseum van Oudheden - Leiden-NL. - Cortesia www.romancoins.info)

(Cortesia
Rijksmuseum van Oudheden - Leiden-NL)
Di questo esemplare si conservano il
paranuca (misura cm 13,5 x 14,9) e le due paragnatidi (misura
massima 13,5 x 18,4), mancando quindi calotta, cresta e paranaso. Si
notano chiaramente i fori sui bordi del reperto che servivano a
cucire all’interno l’imbottitura di cuoio.




(Cortesia Museo Archeologico Nazionale di Aquileia- IT. Su
concessione del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Piccole fibbie per l’aggancio del
paranuca al coppo.

(Collezione privata)
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