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ARMAMENTARIUM ROMANUM

CASSIDES et GALEAE



Cassides et Galeae

ITALICI
(VIII-V sec. a.C.)
NEGAU
(VII-IV sec. a.C.)
CORINZIO
(VII-V sec. a.C.)
APULO-CORINZIO
(VI-III sec. a.C.)
CALCIDICO-ATTICO
(VI-IV sec. a.C.)
PILOS
(V-III sec. a.C.)
ITALICO
(IV sec. a.C.)
ATTICO
(III-II sec. a.C.)
BEOTICO
(II-I sec. a.C.)
MONTEFORTINO
(IV sec. a.C.-I sec. d.C.)
BUGGENUM
(I sec. a.C.-I sec. d.C.)
COOLUS-MANNHEIM
(I sec. a.C.)
CELTICI
(II sec. a.C.-I sec. d.C.)
HAGUENAU
(I sec. a.C.-I sec. d.C.)
WEILER
(I sec. a.C.-III sec. d.C.)
WEISENAU
(IMP. GALLICO)
(I-II sec. d.C.)
WEISENAU
(IMP. ITALICO)
(I-II sec. d.C.)
WEISENAU partis
WEISENAU THEYLENHOFEN
(IMP. ITALICO)
(II-III sec. d.C.)
WEISENAU NIEDERMÖRMTER (IMP. ITALICO)
(II-III sec. d.C.)
WITCHAM
(I sec. d.C.)
WEILER-GUISBOROUGH
(II-III sec. d.C.)
MASCHERE
(I-III sec. d.C.)
NIEDERBIEBER
(II-III sec. d.C.)
NIEDERBIEBER-HEDDERNHEIM
(II-III sec. d.C.)
HEDDERNHEIM-PFRONDORF
(II-III sec. d.C.)
INTERCISA
(III-V sec. d.C.)
BERKASOVO-DEURNE-CONCESTI
(IV-V sec. d.C.)
SPRAGENHELM
(V sec. d.C.)


Loricae et Ocrae


Scuta


Pugiones, Gladii et Spathae


Pila, Hastae et Sagittae


Cingula et Baltei


Instrumenta Varia


Tormenta


Inscriptiones et Imagines


Castra

 

HAGUENAU (I sec. a.C.-I sec. d.C.)

Così denominato dal reperto rinvenuto a Drusenheim e conservato nel museo di Haguenau (Francia), quest’elmo può essere considerato l’ultimo della lunga linea evolutiva degli elmi italici; sempre forgiato in un unico pezzo di bronzo fuso e battuto, l’elmo Haguenau si diffonde sul finire del I secolo a.C., in particolar modo nell’area centro europea e in Britannia, mentre la maggior diffusione si ha intorno alla metà del I secolo d.C. In questa tipologia il paranuca risulta sempre più esteso (caratteristica già presente in alcuni elmi Buggenum), sia inclinato che orizzontale, a supporto delle mutate tecniche di combattimento e a maggior protezione delle vertebre cervicali che, a causa delle nuova posizione rannicchiata assunta usualmente dai legionari, risultavano più vulnerabili. La novità più vistosa è in ogni caso il cercine paracolpi posizionato sulla parte anteriore della calotta, che proteggeva l’elmo dai colpi inferti dall’alto. In molti di questi elmi il bottone apicale (sia fuso con il coppo che più sovente applicato, ma a volte anche assente) risulta forato per il posizionamento del pennacchio (crista); altri elmi conservano piccoli tubicini (o tracce dell’attaccatura degli stessi) in prossimità delle paragnatidi, tubicini il cui scopo era l’inserimento di piume colorate.
Tipologia catalogata dal Robinson come Coolus D-E-F-G-H-I e Montefortino E.

 Datato alla prima meta del I secolo d.C. (probabilmente periodo augusteo), questo esemplare riporta sul paranuca l’anello per l’aggancio della cinghia che si raccordava con le paragnatidi, le giunture chiodate per l’aggancio delle stesse, e sulla fronte il caratteristico archetto paracolpi. Su un lato vi sono residui della montatura per le piume. Il paranuca presenta un’inscrizione su due righe, presumibilmente sono i nomi di due differenti proprietari. Altezza 21 cm. Peso 1080 g.


(Cortesia Hermann Historica, International Auctioneers – Munich-D)

Il reperto rinvenuto a Drusenheim (Francia); altezza cm 20, larghezza cm 32. Sul paranuca le scritte di numerosi proprietari della Legio IV Macedonica:
MURRAE MARCI, C.FLORI. M.IVLI. CELERIS, LIIGIIII, RVFINI, C.FLAVI A PER, FLORI. IVLI.

(Musée Historique de Haguenau-F)

Bell’esemplare in bronzo proveniente dal fiume Sava nei pressi di Sisak (Croazia). Misura cm 21,8 di lunghezza, cm 18,5 di larghezza e cm 19,5 di altezza, databile all’inizio del I secolo d.C. Il paranuca riporta la scritta identificante il proprietario, Varro della centuria di Luccius ((CENTURIA) LUCC(I) VARRONIS).


(Arheološki muzej u Zagrebu - Zagrebu-HR - Dal volume “Militaria Sisciensia”-Musei Archaeologici Zagrabiensis)

Esemplare mancante del cercine paracolpi frontale (di cui rimangono i fori di fissaggio), databile alla prima metà del I secolo d.C., rinvenuto nei pressi di Moers (Germania); altezza cm 19, larghezza cm 24, lunghezza cm 27.

(Rheinisches Landesmuseum Bonn - Bonn-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Databile all’inizio del I secolo d.C., questo esemplare riporta i nomi di tre diversi proprietari:
C(enturia) QUINTI .PETRONI Q(uinti) VALERI,
C.CATVLI/C(aius).API,
C. CATVLI.L(ucii). CORNELI.
Altezza cm 18, larghezza cm 31,5, lunghezza cm 31; rinvenuto nel Waal nei pressi di Nijmegen (Olanda)

(Rijksmuseum van Oudheden - Leiden-NL. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare di cui si può notare in paracolpi frontale particolarmente spesso e massiccio; databile alla fine del I secolo a.C.-inizio del I secolo d.C.

(Museum Het Valkhof - Nijmegen-NL. - Cortesia www.romanarmy.com)


(Museum Het Valkhof - Nijmegen-NL. - Cortesia www.romancoins.info)

Molto simile al precedente, questo esemplare databile alla prima metà del I secolo d.C.; altezza cm 19,2, lunghezza cm 29,3.


(Xanten Museum-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare rinvenuto presso il campo legionario di Haltern (Germania), località abbandonata dalle truppe romane a seguito dell’agguato della Selva di Teutoburgo nel 9 d.C.
E’ dunque l’esemplare di questa tipologia più antico, conosciuto al momento. Altezza cm 20, larghezza cm 21, lunghezza cm 28,2.

(Westfälisches Römermuseum - Haltern-D. - Cortesia www.romancoins.info)

Elmo Haguenau classificato Montefortino E dal Robinson (fine I secolo a.C.-inizio I d.C.); notare il residuo di porta piume laterale.

(Landesmuseum Mainz-D.  - Cortesia S. Mattesini)

Esemplare mancante del cercine paracolpi frontale (di cui rimangono i fori di fissaggio), rinvenuto nei pressi di Northcott Hill (Gran Bretagna), e databile alla prima metà del I secolo d.C.

(British Museum - London-GB. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare che presenta la cannuccia laterale per posizionare le piume.
Rinvenuto nel Tamigi nei pressi di Walbrook (Londra-Gran Bretagna), e databile alla prima metà del I secolo d.C.; paragnatidi non originali.
Misure: altezza cm 14, larghezza cm 19,5, lunghezza cm 29,5.
Sul paranuca compaiono le scritte:
.M.VAL..VRS.L.DVLCI [proprietà di Lucius Dulcius della centuria di Marcus Valerius Ursus]
.MART.L.POSTVMVS [della centuria di Martialis, Lucius Postumus]
.SCR.RVFI [proprietà di Rufus della centuria di Scribonius]
.MA.AVL.SAFVEI [proprietà di Aulus Saufeius della centuria di Martialis].

(British Museum - London-GB. - Cortesia www.romanarmy.com)

Bell’esemplare che conserva le paragnatidi e il porta piume laterale.

(Museum der Stadt Rüsselsheim-D)

Databile alla prima metà del I secolo d.C., riporta sul paranuca le scritte:
(sopra, a puntinatura)
.AMILISI.T(iberi).CALVENTI
.SATRI.C(aius). CAILCIVS PR
.SATRI.P(ubli).MESSI
..IATISTI.NAEVI
(sotto, a puntinatura)
.MILES CO(ho)RT(is) VII
T(iberi) CALVATI
(sotto, a graffito)
MILIS
AN..TIA (?)
Altezza dell’elmo cm 19, larghezza cm 20,2, lunghezza cm 25,5
Rinvenuto nei pressi di Kleve (Germania).


(Rheinisches Landesmuseum Bonn - Bonn-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare mancante del cercine paracolpi frontale (di cui rimangono i fori di fissaggio), che sul paranuca riporta tre scritte a puntinatura:
C.SEXTI.DVLLI.
T(iti).VETTI
PIIONII
Rinvenuto nel Waal a Nijmegen (Olanda), misura un’altezza di cm 18, larghezza cm 21,5, lunghezza cm 25,5

(Rijksmuseum van Oudheden - Leiden-NL. - Cortesia www.romanarmy.com)

Elmo rinvenuto sulla spiaggia di Texel (Olanda), databile alla prima metà del I secolo d.C.; misura cm 19,3 di altezza, larghezza cm 23,3, lunghezza cm 26,9. Sul paranuca la scritta a puntinatura
VI.HIR.#.FIRON.PI
L’inizio indica probabilmente una nave da guerra (VI =sesta  HIR=hirundo: rondine), mentre il segno indicato # potrebbe venir letto nel reperto come una doppia ancora; FIRON.PI potrebbe essere il nome di un marinaio. Secondo alcuni studiosi, questa ipotetica nave, su cui era imbarcato il marinaio proprietario dell’elmo, potrebbe aver fatto parte della flotta organizzata da Germanico per la campagna in Germania del 16 d.C., e che ebbe un incidente sulla via del ritorno, come ci informa Tacito (Ann. 2, 23.24.).


(Rijksmuseum van Oudheden - Leiden-NL. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare databile alla fine del I secolo a.C-inizio I secolo d.C.

(Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare databile al 10-43 d.C., rinvenuto a Xanten (Germania), che riporta sul paranuca la scritta
LEG – XXI
.P.P.L.CVN
VTIC[ani(?)]
INI
interpretabile come “(elmo di) …. inus della centuria del primipilo L.. . cu(n)dus, Uticiani, della Legio XXI”
Altezza cm 18,9, larghezza cm 20,4, lunghezza cm 29,6.

(Xanten Museum-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare mancante del cercine paracolpi frontale (di cui rimangono i fori di fissaggio e una traccia ben marcata), rinvenuto a Xanten (Germania), e databile alla prima metà del I secolo d.C.; altezza cm 18,4.

(Xanten Museum-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Esemplare databile alla prima metà del I secolo d.C.; restaurato e con le paragnatidi aggiunte a scopo didattico (catalogazione del Robinson Coolus E).

(Xanten Museum-D. - Cortesia www.romanarmy.com)

Databile alla metà o al terzo quarto del I secolo d.C., questo esemplare può considerarsi un ibrido tra il modello Haguenau e il successivo modello Weisenau, data l’ampiezza del paranuca di quest’ultimo modello, ma ancora privo delle aperture per le orecchie.
Altezza cm 18, larghezza cm 30,9, lunghezza cm 31; catalogato dal Robinson Coolus I.

(Rheinisches Landesmuseum Bonn - Bonn-D. - Cortesia www.romancoins.info)

Dal Danubio nei pressi di Burlafingen (Germania), questo esemplare che si configura come il precedente come un modello di transizione; sul paranuca riporta incisi i nomi di Publius Aurelius e Marcus Munatius e della Legio XVI Gallica. Altezza cm 18,3 e databile al 40 d.C.

(Archäologische Staatssammlung München - München-D)


(Archäologische Staatssammlung München - München-D - Cortesia www.romancoins.info)

Due bottoni in bronzo provenienti da Kalkriese (Germania). Quello a sinistra, alto cm 2,6 presenta il taglio per apporre il pennacchio (crista); quello a destra, alto cm 3,1 è liscio.

(Cortesia www.varusforschung.de )

Bottone in bronzo di un elmo del tipo Haguenau, alto cm 3,2, in cui è ben visibile il taglio dove apporre il pennacchio; talvolta al posto del taglio era presente un foro, mentre molto più spesso il bottone era liscio. Il bottone era saldato all’elmo, e non fuso insieme alla calotta.

(Cortesia www.rom-museum.de)

Bottone in bronzo con incisione e foro.

(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)