LORICA HAMATA (VI sec. a.C.-V sec. d.C.)
La
corazza denominata lorica hamata era una cotta di maglia
realizzata con anellini di ferro (a sezione piatta o circolare)
detti hami intrecciati in vario modo, di misura dai 3 ai 10
mm di diametro esterno. Una lorica di questo tipo era formata
da un numero variabile da 10.000 a 30.000 anellini intrecciati tra
loro; alcuni di questi, stando ai reperti, potevano essere stagnati
o dorati. In epoca arcaica (secondo Appiano già dal VI secolo a.C.)
era già in uso questo tipo di protezione, probabilmente ad
appannaggio delle classi più elevate (Polibio VI, 21). L’origine
della cotta di maglia è ancora dibattuta (Europa centrorientale?) ma
è probabile che gli eserciti romani la adottarono in maniera diffusa
a seguito dei contatti e delle guerre contro i Galli (che secondo
Varrone -DDL,V,24) erano gli inventori di questo tipo di corazza),
intorno al IV secolo a.C. La lorica hamata generalmente
prevedeva una lunghezza fino a metà coscia, corte maniche e spesso
una protezione supplementare su schiena, spalle e torace a forma di
“U”, chiamato humeralis (assicurata sul petto da ganci a
forma di “S” agganciati a due bottoni al centro della maglia
supplementare) e bordato di pelle o cuoio. Esisteva inoltre anche
una protezione più completa che copriva anche la parte superiore
delle braccia e del torace, e che venne adottata principalmente
dalla cavalleria; cavalleria che, nel tardo impero, pare abbia
adottato in alcuni casi anche una protezione per la testa, sempre
formata da anellini di ferro.
Il peso dell’armatura (dai 10 ai 20 kg) era in parte mitigato dal
cinturone che permetteva al peso di distribuirsi sui fianchi. La
lorica hamata consentiva un’ottima capacità di movimento in
tutte le condizioni grazie alla sua vestibilità, ma per contro era
particolarmente vulnerabile ai colpi di punta per la possibile
apertura degli anelli: per questo motivo alcune loricae
vennero costruite saldando o rivettando i singoli hami,
approntamento piuttosto raro a causa dei lunghi tempi realizzativi.
La lorica hamata venne utilizzata con continuità durante
tutto il periodo romano, anche quando i legionari vennero
equipaggiati con la lorica segmentata, utilizzata dagli
ausiliari e dalla cavalleria (anche con l’adozione di coperture per
la testa della medesima tipologia), e nuovamente dai legionari
durante il tardo impero, sopravvivendo nei secoli.
Il
celebre “Guerrier de Vachères” magnifica statua di guerriero gallico
(notare il torques al collo), probabilmente un ausiliario
dell’esercito di Augusto; databile al I secolo a.C. Nella scultura,
molto realistica nel suo insieme, è resa con dovizia di particolari
la lorica hamata indossata dal soldato; sotto il mantello si
intravede parte del gancio sul petto a chiusura del rinforzo che
scende dalle spalle. Altezza del reperto cm 180.

(Cortesia Studio ESSECI Padova - Musée Calvert - Avignon-F)
Raro
esemplare di lorica hamata praticamente completa.

(Arbeia
Roman Fort & Museum - South Shields-GB. - Cortesia www.
romanhideout.com)

(Cortesia
Arbeia Roman Fort & Museum - South Shields-GB)
Frammenti di lorica hamata.

(Cortesia Museo Archeologico Nazionale di Aquileia-IT. Su
concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Parte di
una lorica hamata i cui anelli a sezione piatta presentano
ancora tracce di doratura.

(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)
Reperto
rinvenuto nella cittadina di Aalen (Germania), base di un reparto di
cavalleria.

(Cortesia Limesmuseum Aalen - Aalen-D)
Notare
in questi reperti la chiusura rivettata di ogni singolo anello.

(Cortesia Römisch-Germanisches Zentralmuseum - Mainz-D)
Due
gruppi di anelli di due diverse loriche hamate. La seconda è
formata da hami con chiusura a rivetto.


(Arheološki
muzej u Zagrebu - Zagrebu-HR - Dal volume “Militaria Sisciensia”-Musei
Archaeologici Zagrabiensis)
Frammenti di lorica databili al III secolo d.C.

(Cortesia Archäologische Staatssammlung München - München-D)
Esemplari di ganci di tenuta della parte anteriore del rinforzo
supplementare (humeralis) della lorica.
Dietro i ganci della prima foto è presente la scritta incisa
M. Aii (cohorte) I (prima) > (centuria) Fab(ricii) e M.
Aius (cohorte) I (prima) (centuria) Fabrici(i)
Da Kalkriese (Germania), databile al 9 d.C.

(Cortesia Museum und Park Kalkriese - Kalkriese-Bramsche-D)

(Cortesia www.rom-museum.de e www.varusforschung.de)

(Cortesia
Museum und Park Kalkriese - Kalkriese-Bramsche-D)
L’esemplare qui illustrato ha una inscrizione incisa sulla parte
posteriore che recita: BASSI A N MANDI [(Proprietà di) Bassus (della
centuria di) A(ulus) N(umonius) Mandus]. Interessante è la A scritta
con una linea trasversale.


(Cortesia www.rom-museum.de)
Tre
esemplari di ganci, decorati con cerchi, linee e puntinature, alti
rispettivamente cm 6,2 - 7 - 6,3.
Notare nel reperto in basso a destra, il dischetto rivettato che
permetteva il posizionamento della coppia di ganci sulla lorica.
Analogo dischetto teneva il bottone dove si agganciava l’elemento a
“S” della foto.

(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)
Altri
due esemplari (cm 4,5 e cm 5,1) di cui quello a sinistra conserva
ancora il dischetto di fissaggio alla maglia di ferro della
lorica.

(Cortesia Archäologisches Museum Carnuntinum - Bad
Deutsch-Altenburg-A)
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