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ARMAMENTARIUM ROMANUM

LORICAE et OCRAE



Cassides et Galeae


Loricae et Ocrae

Linothorax (V-VI sec. a.C.)
Pectoralis (VIII-II sec. a.C.)
Lorica (muscolata o anatomica) (VII sec. a.C.?-V sec. d.C.)
Lorica Hamata (VI sec. a.C.-V sec. d.C.)
Lorica Segmentata o Laminata (I sec. a.C.-III sec. d.C.)
Lorica Segmentata (fibulae et verticula) (I sec. a.C.-III sec. d.C.)
Lorica Squamata (I-V sec. d.C.)
Lorica Decursus
Ocrae
Manicae


Scuta


Pugiones, Gladii et Spathae


Pila, Hastae et Sagittae


Cinguli et Baltei


Instrumenta Varia


Tormenta


Inscriptiones et Imagines


Castra


Vestitvs


Rei Varivs

 

LORICA SEGMENTATA O LAMINATA
(I sec. a.C.-III sec. d.C.)

Corazza di concezione completamente innovativa, convenzionalmente denominata lorica segmentata (termine moderno); il nome antico di questa corazza è sconosciuto anche se non è escludibile il nome laminata, riportato in un papiro (Berlin Papyrus inv. 6765) che riferendosi ad una fabrica, probabilmente della Legio II Traiana Fortis cita le "lam(i)nae > levisatares", interpretabile come "piastre leggere".
Corazza formata da coppie di piastre (segmenti) orizzontali semicircolari di ferro (da sei a otto, di spessore di mm da 0,7 a 2,5), a protezione di addome e ventre, e placche verticali (a volte arricchite da piccole rosette di bronzo) a protezione del torace, delle spalle e della parte superiore delle braccia, e le cui parti erano unite e chiuse tramite fibbie, ganci e cerniere (di bronzo, ferro e più raramente di oricalco, variamente decorate); internamente, strisce di cuoio applicate al metallo garantivano più solidità a tutta la struttura. Le più antiche parti di questa corazza sono quelle rinvenute nel sito di Kalkriese, teatro della battaglia di Teutoburgo, e dunque databili al 9 d.C.; la nascita di questo nuovo tipo di corazza (forse ispirata ad alcune armature gladiatorie) é probabilmente da ascriversi alle mutate esigenze di combattimento contro le popolazioni dell’Europa del nord all’inizio del principato di Augusto. Il vantaggio della lorica segmentata era la maggior resistenza ai colpi di botta e punta (frecce e lance) rispetto soprattutto alla lorica hamata, ma per contro potevano risultare di facile rottura tutta la serie di cerniere (sulle placche delle spalle) e asole o ganci per i lacci di cuoio che chiudevano la corazza intorno al combattente. Nonostante la rigidità dei suo componenti, grazie ad una buona articolazione degli stessi la lorica segmentata consentiva una accettabile libertà nei movimenti, anche se, è bene precisarlo, al di sotto di questa armatura pare fosse necessario un giubbotto imbottito (subarmalis o thoracomachus).

Soldati in lorica segmentata dai rilievi della colonna Traiana.

(Cortesia Museo della Civiltà Romana – Roma)

Le evidenze archeologiche praticamente identiche tra di loro in tutto il mondo romano (senza dimenticare le numerosissime raffigurazioni su monumenti), sottolineano le capacità logistico-organizzative dell’esercito romano nel distribuire o far costruire in maniera uguale un oggetto così particolare in tutto il territorio dell’impero.
Probabilmente, come le mutate esigenze belliche favorirono la sua nascita, altre mutazioni tecniche e tattiche decretarono l’abbandono di questa corazza intorno alla metà del III secolo d.C.
Non si esclude che potessero esistere corazze “miste” formate dalle placche di ferro sulle spalle, unite a loricae hamate, o unite a segmenti di cuoio spesso, o la cosiddetta tipologia Alba Julia che si basa solo su un rilievo lapideo e che parrebbe un ibrido tra lorica segmentata e squamata (vedere a tal proposito la sezione Lorica Squamata in questo sito per una tipologia anomala su rilievo lapideo), o anche intere loricae di cuoio, sulla falsariga dei corpetti usati dagli aurighi (in latino arcaico loris da cui lorica significava cuoio).

Le varie tipologie di lorica segmentata sono state classificate in base al luogo di ritrovamento più significativo: il reperto rinvenuto in una cassa piena di armamenti presso il forte di Corbridge-on-Tyne (Inghilterra) ha dato il nome alle altre loricae della stessa tipologia; questa corazza è classificata come Corbridge A (classificazione del Robinson), modello che si caratterizza per le cinghie di cuoio e piccole fibbie che uniscono le placche delle spalle e del torace a quelle ventrali e addominali, mentre le Corbridge B e C per i ganci di bronzo o ferro (anziché la cinghia di cuoio) a raccordare placche delle spalle e del busto (la B e la C si differenziano tra loro per una diversa tipologia di piastra sulla spalla e per i ganci di sospensione di bronzo -B- o ferro –C-). Questa diversa tipologia di aggancio sospensorio fu sicuramente adottato per scongiurare la facilità di rottura delle cinghie di cuoio, come per il medesimo motivo vennero successivamente rinforzati e in alcuni casi eliminati alcuni ganci e cerniere (quelle sulle spalle), dando vita a quello che è definito modello Newstead (di cui non esistono ritrovamenti completi), databile intorno all’anno 100 d.C., con la fascia metallica sulla spalla in pezzo unico e con la fascia ventrale inferiore più alta. La tipologia definita Kalkriese (allo stato attuale delle conoscenze) è probabilmente molto simile alla Corbridge A.

Disegno ricostruttivo della lorica segmentata del modello “Corbridge A”.

(Cortesia www. romanhideout.com)

Alcuni dei frammenti dell’esemplare di lorica segmentata rinvenuta a Corbridge (Inghilterra).

(Corbridge Roman Fort Museum-GB.- Per gentile concessione www. romanhideout.com)

Disegno ricostruttivo del ritrovamento della cassa di armamenti presso il forte di Corbridge-on-Tyne (Inghilterra).

Placca (pettorale sinistra) di lorica segmentata rinvenuto a Kalkriese (Germania); misura cm 18,8 per 13,5, mentre lo spessore varia da cm 0,3 a 0,1. Attaccata a questa, la fibbia e la cinghia di cuoio.

(Cortesia www.varusforschung.de )

Il reperto precedente fotografato insieme ad una piastra da spalla di recente rinvenimento, nel nuovo allestimento museale di Kalkriese.

(Cortesia Museum und Park Kalkriese - Kalkriese-Bramsche-D)

Disegno ricostruttivo della lorica segmentata del modello “Corbridge B-C”.

(Cortesia www. romanhideout.com)

Disegno ricostruttivo della lorica segmentata del modello “Newstead”.

(Cortesia www. romanhideout.com)

Visione d’insieme dei frammenti di un esemplare di lorica segmentata (Corbridge A) rinvenuti a Windisch (Svizzera). Nelle foto successive i singoli reperti nell’ordine in erano posizionati nell’esposizione museale, in senso orario partendo dalle tre piastre in basso a sinistra.


Misura della placca cm 11,1 per 11,4.

Cerniere delle piastre delle spalle, fibbie delle cinghie di cuoio, rosette decorative.

Misure della placca a sinistra cm 16,2 di altezza e cm 9 di larghezza; a destra fibbia, cerniere, e gancio ad asola.

Piastra ventrale lunga cm 29,1.

Serie di fibbie per l’aggancio delle cinghie di cuoio di sospensione e di chiusura sul torace.

(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)

Visione d’insieme dei frammenti di un esemplare di lorica segmentata rinvenuti a Aalen (Germania). Nelle foto successive visione particolareggiata dei reperti nell’ordine in cui sono posizionati nell’esposizione museale, in senso orario partendo dai frammenti in basso a sinistra.


(Cortesia Limesmuseum Aalen - Aalen-D)

Placche di loricae rinvenuti al campo legionario di Carnuntum - Bad Deutsch-Altenburg (Austria), con larghezze variabili dai 12 ai 20 cm, e di altezza dai 5,3 ai 6,2 cm.
(Cortesia Archäologisches Museum Carnuntinum - Bad Deutsch-Altenburg-A)

Rilievo lapideo e relativa restituzione grafica della stele di Alba Julia (Romania), in cui si riconosce la corazza con elementi di lorica segmentata (dorso) e squamata (spalle e parte superiore); notare anche la manica che proteggeva il braccio destro (vedi apposito capitolo).