
Cassides et Galeae

Loricae et Ocrae

Scuta

Pugiones, Gladii et
Spathae

Pila, Hastae et Sagittae

Cinguli et Baltei

Instrumenta Varia

Tormenta

Inscriptiones et
Imagines

Castra

Vestitvs

Rei Varivs |
La spada, l’oggetto che più di
altri individua un guerriero antico, vede in epoca arcaica
svariate tipologie costruttive utilizzate dai guerrieri di Roma;
non solo spade etrusche ma anche di influenza, tradizione
costruttiva, convenzioni stilistiche, tipologia di combattimento
dei vari popoli presenti nella penisola, ovviamente anche
conformate con retaggi di epoche precedenti. Tutte queste armi
hanno sempre avuto anche un valore fortemente simbolico,
rappresentando lo status sociale del guerriero, colui che
apparteneva ad un ceto sociale elevato e fra i romani
repubblicani era colui che era possidente e quindi aveva la
motivazione a difendere la proprietà, a differenza dei
proletari. Fu poi la rivoluzione di Caio Mario, con l’apertura
delle porte dell'esercito ai nullatenenti, e l'istituzione di un
esercito di professionisti, che cambiò tale concetto fra i
romani: l'arma, da status simbol di forza e potere del
suo possessore, divenne simbolo della forza di Roma.
Intorno al III secolo a.C. i soldati romani sembra si dotassero
di un gladio definito hispaniensis da Polibio, (arma
adatta a colpire sia di punta che di taglio) simile, nella
catalogazione moderna, al cosiddetto gladio Mainz (I secolo
a.C.). L’evoluzione dei gladi si concretizza successivamente con
un’arma meno massiccia dei precedenti modelli, denominato gladio
Pompei (I secolo d.C.). Successive tipologie di spade, sempre
ispirate da mutate esigenze belliche (a piedi piuttosto che a
cavallo o da cambi di tecniche di combattimento), e da influenze
di altri popoli, portarono all’allungamento delle spade (spathae)
intorno al II secolo d.C.
Anche in epoca imperiale altre armi da taglio accompagnavano i
soldati di Roma, quali i pugiones (II sec. a.C.-III sec.
d.C.), uno dei simboli tipici del soldato romano, e altre varie
tipologie di coltelli e daghe di vario utilizzo.

Particolare della stele funebre di Publius Flavoleius Cordus, di Modena, milite della Legio XIV Gemina - Landesmuseum Mainz - D |
|