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GLADII HISPANIENSIS – MAINZ (III sec. a.C.-II sec. d.C.)
Dalle
spade arcaiche in uso fino a quel momento, dal III secolo a.C.
(seconda guerra Punica), gradatamente, i soldati di Roma adottarono
un nuovo tipo di arma, denominata (stando a quanto scritto da
Polibio) “gladius hispaniensis” di chiara derivazione
iberica.
Dal gladio hispaniensis, si passò successivamente ad una
evoluzione dello stesso che, nella maggioranza degli studi e delle
classificazioni, viene denominato gladio Mainz, con le sue possibili
varianti (Fulham). La caratteristiche saliente dei gladi
hispaniensis e Mainz si può riassumere nella forma rastremata
dei tagli (anche se non tutti gli studiosi sono d’accordo), più
accentuata nei Mainz, e nella forma della punta allungata. Le misure
della lama variano, per l’hispaniensis mediamente dai 60 ai
67 cm (con esemplari corti anche solo cm 35); per i Mainz
(utilizzati, ricordiamolo, dalla fine del I sec. a.C. e generalmente
fino alla fine del I secolo d.C.) la lunghezza della lama (a volte
con lame convergenti o divergenti) varia nei reperti rinvenuti tra i
35 e i 59 cm (misure più diffuse tra 48 e 53 cm), mentre la
larghezza varia dai cm 7,5-5,4 cm sotto l’elsa, ai 4,8-6 cm della
punta; la lunghezza della stessa varia dai 9,6 ai 20 cm (dunque lama
più corta e larga rispetto agli hispaniensis). L’impugnatura,
il fodero, e le relative applicazioni e decorazioni sono
attribuibili ai singoli modelli di gladio, solo quando rinvenuti con
la lama, o quando hanno caratteristiche tali riferite alla misura
della lama, da far comprendere a quale tipologia di gladio fossero
appartenuti i reperti o caratteristiche stilistiche ben precise.
Non sempre le due tipologie di gladi (hispaniensis e Mainz),
così simili tra loro, sono distinguibili, essendo alcuni tratti
distintivi comuni alle due classificazioni, a seconda del tipo di
approccio catalogativo, dato che il passaggio tra le tipologie di
gladii hispaniensis e Mainz, è data da una lenta e graduale
evoluzione, in un momento storico di grandi cambiamenti (anche
politici con il passaggio da Repubblica ad Impero) e trasformazioni,
e che ha dato vita a produzioni inevitabilmente influenzate da
capacità, esperienze e abitudini costruttive, contatti con una
moltitudine di altri popoli, gusti personali, convenzioni
stilistiche, utilizzo bellico (a piedi o a cavallo) che riguardava
ogni singolo pezzo prodotto, sempre -è bene ricordarlo- in un ambito
artigianale e non industriale (come tutto il resto dell’armamentario
antico) e senza la possibilità di un immediato confronto tra i
fabbri che materialmente producevano il gladii, artigiani
distanti anche migliaia di chilometri tra di loro. Questi
probabilmente sono i motivi che, a ben guardare, fanno si che siano
più le varianti o i gladi ibridi, che quelli rispondenti ai rigidi
canoni delle classificazioni moderne (non sempre condivisibili),
incomplete e parziali, classificazioni risalenti al XIX secolo e
dunque decisamente superate da nuovi ritrovamenti, nuovi studi e
nuovi confronti su reperti poco conosciuti o sconosciuti del tutto,
fino a qualche decennio addietro.
Per questo motivo si è qui ritenuto di accomunare in un'unica pagina
i gladi hispaniensis e Mainz, dato che solo determinate
caratteristiche palesemente evidenziabili ci permettono oggi una
sorta di classificazione, fermo restando quanto già detto
sull'impossibilità e l'inesistenza, all'epoca, di una
standardizzazione produttiva.
L’impugnatura, il fodero, le relative applicazioni e decorazioni,
sono attribuibili ai singoli modelli di gladio, solo quando
rinvenuti con la lama, o quando hanno caratteristiche tali riferite
alla misura della lama da far comprendere a quale tipologia di
gladio fossero appartenuti i reperti, o se aventi caratteristiche
stilistiche ben precise.
Stele
funebre di uno sconosciuto soldato, dov’è ben raffigurato il gladio
appeso al cinturone.

(Landesmuseum - Mainz-D. - Cortesia www.romanarmy.com)
Gladio
della cosiddetta tipologia hispaniensis con una datazione
oscillante tra il II secolo a.C. e la prima metà del I secolo a.C.;
lunghezza totale cm 71,1 (lama cm 58, larghezza lama minimo-massimo
mm 37-44, peso gr. 405).

(Cortesia
Hermann Historica, International Auctioneers – Munich-D)
Gladio
databile alla seconda metà del I secolo a.C.

(Arheološki
muzej u Zagrebu - Zagrebu-HR - Dal volume “Militaria Sisciensia”-Musei
Archaeologici Zagrabiensis)
Gladio
di lunghezza totale cm 70 (lama cm 60).

(Collezione
privata)
Databile
alla metà del I secolo a.C. questo gladio di lunghezza cm 58 (lama
cm 44, larghezza lama minimo-massimo mm 31-35); conserva parte di
una ricercata impugnatura in osso, con intagliata una figura
femminile. Rinvenuto nel sito della battaglia di Pharsalus del 48
a.C.


(Collezione
privata)
Gladio
che conserva lo scheletro dell’impugnatura, con placca in ferro
della guardia, una semicupola nella parte superiore del pomo e tre
piccoli dischi intermedi; lunghezza totale cm 58,3 cm (lama cm 42,8,
larghezza lama minimo-massimo mm 42-66, peso gr 407). Databile tra
la fine del I secolo a.C. e la metà del I secolo d.C. Questo reperto
presenta due curiosità: la punta è piegata per un urto importante ed
il manico piegato in un punto dove si era indebolito gravemente per
usura causata da una delle rondelle, evidentemente invisibile quando
l'impugnatura era ancora completa. In seguito a ciò, l'arma è
divenuta probabilmente inutilizzabile e abbandonata.
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(Cortesia
Hermann Historica, International Auctioneers – Munich-D)

(Collezione privata)
Questo
gladius della cosiddetta tipologia di Mainz, di epoca
augustea, in ferro e lamina d’argento a ricoprire il manico, è lungo
72 cm e largo 7,5 cm. La parte inferiore della lama riporta, cosa
piuttosto rara, il nome del fabbricante e il peso dell’argento (L.
Valerius fec(it) p(ondo) semuncia sicilicus VII (gr 21,6)).


(Cortesia Museum der Pfalz - Speyer-D)
Gladio
databile al I secolo d.C.; lunghezza del reperto cm 51.
Notare la forte costolatura centrale della lama e il codolo
particolarmente lungo.

(Cortesia
Hermann Historica, International Auctioneers – Munich-D)
Gladio
del tipo Mainz, completo di fodero, mancante solo dell’impugnatura,
rinvenuto a Mainz (Germania). Notare nel fodero (vagina) la
placca superiore e il puntale traforati (opus interrasile):
con la pelle o il legno del fodero dipinto, le traforature creavano
un effetto “smalti”. Generalmente le decorazioni del fodero non
erano applicate con chiodi o ribattini, ma ripiegate sul fodero
stesso. La lama conserva anche il disco della guardia.




(Cortesia Römisch-Germanisches Zentralmuseum - Mainz-D)
Altro
gladio del “tipo” Mainz che presenta una rastrematura centrale solo
leggermente accennata. Databile al I secolo d.C. Guardia,
impugnatura e pomello, potrebbero non essere pertinenti alla lama.

(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)
Foderi (vaginae)
di gladii Mainz (il primo con all’interno la lama) dove sono
applicate placche di bronzo traforate (opus interrasile);
lunghezza del primo fodero 59 cm, del secondo 55,5 cm.


(Landesmuseum
- Mainz-D. - Cortesia M. Jurgen)
Gladio e
fodero. Nella parte posteriore ben si evidenzia la struttura
lignea del fodero; lunghezza 66 cm.


(Landesmuseum
- Mainz-D. - Cortesia M. Jurgen)
Porzione
di fodero lungo cm 37 cm.

Gladio
con carcassa lignea del fodero; lunghezza cm 70,5; fodero cm 50.

(Landesmuseum
- Mainz-D. - Cortesia M. Jurgen)
Gladio
con fodero lungo 51 cm, interamente ricoperto con placche di bronzo
decorate a sbalzo, che riportano simbologie tipiche della tradizione
militare romana: fulmini e saette, motivi floreali, corone di
alloro; la decorazione superiore presenta un prigioniero incatenato
e in ginocchio, tra due trofei d’armi.
Dal campo militare di Vindonissa (Windisch-Svizzera) e databile al I
secolo d.C.




(Cortesia Vindonissa Museum - Brugg-CH)
Gladio
del tipo Mainz che riporta sul fodero delle raffigurazioni piuttosto
inusuali. La placca superiore mostra l’imperatore Tiberio (da cui il
nome con cui è comunemente conosciuto il reperto) che simbolicamente
presenta le sue recenti vittorie germaniche ad Augusto; questi è
seminudo, ed è seduto nella posa di Giove, fiancheggiato da Vittoria
e Marte Ultor (Il Vendicatore), mentre Tiberio, in tenuta militare
presenta ad Augusto una statuetta di Vittoria. Un’altra
interpretazione vede nella figura seduta lo stesso Tiberio, e la
figura che presenta le vittorie in Germanico. Altra interessante
figura rappresentata sul fodero è quella di un’aquila legionaria ad
ali aperte all’interno del saccello. Rinvenuto nel Reno presso Mainz
(Germania), il reperto è lungo cm 57,5, e largo cm 7, e
probabilmente è appartenuto ad un alto ufficiale.
(©
The Trustees of The British Museum)
Gladio
rinvenuto nel fiume Tamigi a Londra, nella zona di Fulham; il
reperto presenta la lama e le parti metalliche del fodero, con
placche decorate a sbalzo da motivi floreali e una raffigurazione di
Romolo e Remo con la lupa; tracce di stagnatura ci indicano che le
placche originariamente erano di colore argentato.
Lunghezza cm 56,3. Databile al I secolo d.C., questo gladio di
tipologia Mainz, ha avuto da alcuni studiosi, una apposita
classificazione a parte (tipologia Fulham).


(©
The Trustees of The British Museum)
L’impugnatura, il fodero, le relative applicazioni e decorazioni,
sono attribuibili ai singoli modelli di gladio, solo quando
rinvenuti con la lama, o quando hanno caratteristiche tali riferite
alla misura della lama da far comprendere a quale tipologia di
gladio fossero appartenuti i reperti, o se aventi caratteristiche
stilistiche ben precise.
Frammenti di gladio del typus Mainz; impugnatura (cm 7,9) e
guardia (cm 6) in avorio.

Frammento decorativo del fodero (cm 2 x 2,3) raffigurante un’aquila.

Placca
decorativa in bronzo del fodero (cm 6,1 x 6,4); diametro del
medaglione cm 4,4.

Veduta
d’insieme dei frammenti.

(Cortesia Archäologisches Museum Carnuntinum - Bad
Deutsch-Altenburg-A)
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