Fin dagli
albori della storia militare di Roma, le Legioni venivano
costituite e successivamente sciolte all'inizio e alla fine di
ogni conflitto e rinumerate ogni volta; non vi era dunque un
mantenimento delle tradizioni legate a singole unità che avevano
combattuto le guerre sannitiche, le guerre puniche, o le guerre
macedoniche. Le prime quattro Legioni erano tradizionalmente a
disposizione dei Consoli designati, e all'occorrenza ne vennero
costituite fino a dieci; ad esempio, nella battaglia del Tiferno
nel 297 a.C. è sicuramente presente la legione I, nella
battaglia del Sentinum nel 295 a.C. sono presenti le legioni I,
III, V, VI, e in quella di Zama nel 202 a.C. le legioni V e VI.
Le truppe che componevano le Legioni erano formate da quella che
era conosciuta come militia, formata da cittadini
reclutati alla bisogna, che finita una campagna o una guerra,
tornavano alla vita civile. Questo non toglieva comunque nulla
alla ferrea disciplina che scandiva il vivere ed il combattere
degli eserciti romani e che permise le conquiste del periodo
repubblicano. Tappa fondamentale del reclutamento delle Legioni
si attuò nel 107 a.C. con il primo arruolamento volontario dei
nullatenenti (capite censi) effettuato dal console Caio
Mario. Il tradizionale sistema di reclutamento delle Legioni,
formate con la militia di cittadini entrò in crisi con
le prime conquiste effettuate fuori dalla penisola, conquiste
che esigevano guarnigioni permanenti e che portarono alla
soluzione di un sistema di reclutamento che prevedesse la
professionalizzazione dei soldati, completando quell'opera di
elevazione della dignità sociale dei militari e restituzione
della coscienza civica dei soldati già iniziata da Cesare. Il
servizio militare durava dai 20 ai 25 anni.
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