RES NOVAE et STUDII
L’AQUILA LEGIONARIA (2a parte)
Nella prima parte del nostro studio, abbiamo preso in considerazioni le riproduzioni (steli, monumenti e monete) giunte fino a noi, e raffiguranti l’aquila legionaria ad ali aperte o alte sul corpo.
Ma non tutto il materiale iconografico tramandatoci, riporta una raffigurazione univoca; altre rappresentazioni (ben più rare) ci propongono il simbolo delle legioni in una posizione ben diversa, in primis con le ali chiuse, abbassate o aderenti al corpo.
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Uno degli esempi più eclatanti è la stele funebre di Titus Flavius Surillioni, aquilifero della Legio II ADIUTRIX (conservata presso il Museo Archeologico di Istanbul - Turchia), che presenta un’aquila chiaramente ad ali abbassate. Neanche possibile ipotizzare che il personaggio raffigurato fosse un signifero, incaricato dunque di portare le insegne della legione (che potevano essere il toro, il cinghiale, la trireme, il capricorno e molti altri, tra cui l’aquila, da non confondere con l’aquila legionaria!), in quanto la Legio II ADIUTRIX aveva tra i suoi simboli il capricorno, Pegaso, la nave da guerra e il cinghiale. |
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Per quanto riguarda le monete, illustriamo un’esemplare coniato sotto il regno di Costantino I (307-337), in cui notiamo un’aquila (circondata da altre insegne militari), ma ripiegata su se stessa, e con le ali decisamente abbassate; curioso notare che sotto il medesimo imperatore abbiamo illustrato una moneta con aquila ad ali aperte e i fulmini tra gli artigli, qui mancanti (vedi parte 1°). |
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Anche la colonna traiana, sempre importante per risolvere certi problemi, questa volta non ci aiuta e anzi accresce i nostri dubbi; qui illustrata un’aquila con le ali abbassate. |
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Un altro esempio di aquila che potrebbe essere una piccola riproduzione di aquila legionaria, in considerazione dei fulmini stretti tra gli artigli, è quello riprodotto qui a sinistra (per gentile concessione del Museo Civico Archeologico di Bologna), anch’essa con le ali abbassate. |
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