HISTORIA MILITARIS ROMAE    

COHORTES

L’esercito Romano dall’epoca della riforma portata a termine da Mario – che fece delle legioni un organo formato esclusivamente da fanteria pesante – in poi, ha sempre avuto bisogno dell’ausilio di truppe alleate delle cui specialità i romani o erano privi o avevano unità in numero e qualità insufficienti, mi riferisco per esempio alle unità di cavalleria, agli arcieri, ai frombolieri e a quelle unità di fanteria leggera che avessero adempiuto il lavoro per il quale le legioni non erano adatte.
Queste unità erano in genere comandate da ufficiali non romani o dai rispettivi re clienti di Roma ed avevano un’organizzazione ed un “modus pugnandi” proprio secondo la provenienza nazionale.
Solo sotto Augusto s’incominciò ad inquadrare queste unità secondo l’ordinamento tattico romano, vale a dire in cohortes per la fanteria ed alae per la cavalleria, dotandole di nomi propri e di numeri d’ordine a somiglianza delle legioni.
Per il loro valore dimostrato in battaglia e lealtà all’imperatore potevano assumere titoli onorifici e/o guadagnarsi da subito il premio della cittadinanza romana (CR = Civium Romanorum), cittadinanza che normalmente veniva concessa ai soldati e ai loro discendenti al congedo, dopo 25 anni di servizio.
Probabilmente dall’epoca Flavia o al più tardi sotto Traiano comparvero i Numeri, erano così nominate delle unità irregolari con uno status inferiore rispetto agli auxilia, erano formati con elementi di gruppi etnici di recente reclutamento, conservavano integralmente le caratteristiche della loro nazionalità, erano di minor costo e non erano ricompensate con la cittadinanza al loro congedo. Alcuni storici hanno ipotizzato che la comparsa dei Numeri fu dovuta alla volontà delle autorità militari di continuare ad avere delle unità formate esclusivamente da elementi non romani, visto l’ormai sempre più massiccio accesso di cittadini nelle coorti ausiliarie che da Adriano ne costituivano la maggioranza e alla fine del II secolo la quasi totalità.
La loro consistenza, non dovendo obbedire ad uno standard rigido essendo truppe irregolari, variava in modo considerevole. Sono attestate grandi formazioni di 1000 uomini, ma anche esigue di soli 100 elementi.
Nel basso impero questo termine sarà largamente usato nella sua accezione generica per identificare reparti di vario tipo, che non saranno coorti, ali o legioni conservatesi nella loro integrità.
Dal 212 d.C., anno in cui verrà estesa la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell’impero (Constitutio Antoniniana), la distinzione fra auxilia e legionari andrà a farsi ancora più impalpabile, un processo, abbiamo visto, iniziato già alla fine del I secolo.
Le Cohortes sopravvivranno fino alla fine come guarnigioni limitanee, ma a supporto delle legioni appariranno le nuove Auxilia Palatina con utilizzi tattici pesanti da prima linea. Tuttavia, secondo quanto ci dice Vegezio, le legioni conserveranno nei confronti degli auxilia un equipaggiamento più pesante e maggior disciplina.

Si è detto che le Cohortes erano diverse per specialità: fanteria leggera per il supporto e il rastrellamento, sagittarie per l’appoggio in forza missile (ne ho identificate 43), equitate per l’interdizione e l’inseguimento. Potevano agire in modo autonomo o essere assegnate ad un’apposita legione. In età imperiale si aggiunsero le coorti “pesanti” - le cosiddette Scutatae e Catafractatae- che combattevano in prima linea al fianco o davanti le legioni, come successe ad esempio nella battaglia d’Idistaviso o al Monte Graupius. Una di queste unità fu probabilmente la Cohors IV Delmatarum, come testimonia la stele funeraria di un suo appartenente - Annaius Daverzus - scoperta a Bingen (Bingium) in Germania, dove vi è raffigurato con un grande Scutum rettangolare, tipico questo della fanteria pesante di linea.

Le Cohortes potevano essere:

  • Quingenariae di 480 milites in 6 centurie, + 120 equites in 4 turmae se l’unità era Equitata.
  • Milliariae (dall’epoca Flavia) di 800 milites in 10 centurie, + 240 equites in 8 turmae se l’unità era Equitata.

Il comando delle Coorti era affidato ad ufficiali Romani, Prefetti, Tribuni di rango equestre (per le milliarie e Civium Romanorum / Ingenuorum) ma all’occorrenza anche a semplici Centurioni provenienti da legioni. Similmente erano inquadrati i Numeri, ma se questi erano di piccola entità allora erano comandati da centurioni legionari col titolo di Praepositus.
Le Coorti alloggiavano in forti di pietra (Castella), generalmente delle dimensioni di 1,7 / 2,7 ettari (Coorti quingenarie, di 2,2 / 3,1 ettari (Coorti milliarie), di 2,1 / 3,3 (Coorti quingenarie equitate) e 0,6 / 0,8 era spazio sufficiente per un Numerus di circa 200 uomini.

Segue una lista di unità ausiliarie, fra Cohortes, Numeri ed Auxilia Palatina, con i loro numeri e nomi principali, tutto il corredo d’eventuali denominazioni secondarie, titoli onorifici e dedicatori - a partire dai Flavi - ricevuti nell’arco del loro servizio. E’ da notare che il fregiarsi di taluni titoli e soprannomi è di natura effimera, ma è altresì vero che la loro scomparsa in un’epigrafe in un dato momento non ne comporti la sicura perdita.
E’ da tenere presente, inoltre, che sotto due nomi differenti può nascondersi la stessa coorte, quindi dove non è stato possibile appurarne con certezza l’identicità si sono elencate separatamente le unità.
Sono anche riportate informazioni riguardo agli stanziamenti, spostamenti e campagne belliche nei casi in cui sono state possibili ricavarne dalle fonti.

Riepilogo (fino al III secolo)
Area d’origine del primo reclutamento (a) Numero di Coorti (b) Nationes / Tribu
Lusitania 2 Lusitanorum
Hispania Tarraconensis  55  Hispanorum, Asturum, Ausetanorum, Baeticae, Bracarum, Callaecorum, Cantabrorum, Carietum, Celtiberorum, Lucensium, Vardullorum, Vasconum, Veniaesium,Vettonum. 
Aquitania 9 Aquitanorum, Biturigum
Gallia Lugdunensis 25 Gallorum (Gallicae)
Gallia Belgica et Germania 62 Baetasiorum, Batavorum, Belgarum, Canninefatum, Cugernorum, Frisiavonum, Germanorum, Latobicorum, Lemavorum, Lingonum, Mattiacorum, Menapiorum, Morinorum, Nemetum, Nerviorum, Rauricorum, Sequanorum, Sugambrorum, Sunicorum, Treverorum, Tungrorum, Vangionum, Ubiorum, Usiporum.
Britannia 20 Brittonum (Britannorum), Cornoviorum.
Sardinia et Corsica 5 Corsorum, Nurritanorum, Sardorum.
Italia et Civium Romanorum 50 Apuleia, Campanorum, Campestris, Classicae, Ingenuorum, Italicae, Lepidiana (?), Voluntariorum.
Alpes (c) 13 Alpinorum, Ligurum, Montanorum, Trumplinorum.
Raetia 19 Helvetiorum, Raetorum, Gaesatorum, Vindelicorum.
Noricum 1 Noricorum
Delmatia 11 Delmatarum
Pannonia 21 Breucorum, Pannoniorum, Varcianorum.
Moesia 7 Bessorum, Bosporanorum, Dardanorum.
Dacia 6 (d) Dacorum
Thracia 23 (e) Thracum
Macedonia 4 Chyrrestarum, Macedonicae, Thessalorum.
Creta 2 Cretum
Galatia 6 Galatarum, Paphlagonum, Phrygum
Cilicia 4 Cilicum
Cyprus 1 (f) Cypriae
Syria 43 Antiochensium, Apamenorum, Canathenorum, Chalcidenorum, Commagenorum, Damascenorum, Hamiorum, Hemesenorum, Sagittariorum, Syrorum, Tyriorum, Palmyrenorum, Parthorum.
Palaestina-Judaea 15 Ascalonitanorum, Ituraeorum, Palaestinorum, Sebastenorum, Trachonitaorum..
Arabia 6 Petreorum.
Aegyptus 2 Thebaeorum.
Cyrenaica 3 (f) Cyrenaicae
Numidia 12 Afrorum, Cirtensium, Numidarum.
Mauritania 9 Cisipadensium, Gaetulorum, Maurorum, Musulamiorum.

Note
(a): Primo reclutamento di un’unità di nuova costituzione. Resta inteso che il reclutamento era operato annualmente dai governatori provinciali, per perdite e/o congedi. Gli studiosi hanno calcolato che ogni unità quingenaria aveva necessità d’essere integrata, in media, con 25 nuove reclute all’anno. Se non si era creata una tradizione e un collegamento fra zona di reclutamento ed esercito di destinazione, l’etnia dell’unità veniva ad essere snaturata, o con reclute locali e regionali, o per i frequenti trasferimenti di vexillationes o singoli soldati. (b): L’Europa con 339 unità fornisce quasi l’80% delle coorti. (c): L’elenco completo delle gentes Alpinae è in CIL V, 07817, iscrizione del trofeo delle alpi di Augusto. (d): C. Petolescu, Rivista de Istoria XXXIII, 1980: stima in totale 12 unità, in maggioranza coorti. (e): M. G. Jarrett, Israel Explor. Journ. XIX 1969: stima 28 coorti. (f): G. L. Cheesman, The auxilia of the Roman Imperial Army, 1914. stima 4 coorti.

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