HISTORIA MILITARIS ROMAE    

UN UFFICIALE PLURIDECORATO: MARCO CORNELIO NIGRINO

Lo strumento della damnatio memoriae, la pratica che prevedeva la cancellazione di tutte le iscrizioni ed i riferimenti ad una determinata persona, ha impedito in gran parte che ci fosse tramandata la storia di uno degli ufficiali più decorati dell'esercito romano: Marco Cornelio Nigrino Curiazio Materno.
Originario probabilmente di Liria Edetanorum (Hispania Tarraconensis) dove sono state rinvenute le uniche iscrizioni onorarie a lui dedicate (e che permettono una parziale ricostruzione della sua carriera), questo valoroso ufficiale nasce intorno al 40 d.C.; tribuno presso la Legio XIV Gemina, legato della Legio VIII Augusta nel 75-78 d.C. e della Legio IV Flavia sotto Domiziano, ricopre successivamente altri incarichi di prestigio, tra cui il governatorato della Gallia Aquitania e nel 83 d.C. quello di consul suffectus. Raggiunge l'apice della sua carriera quando viene inviato (85 d.C.) da Domiziano in Moesia, per arginare l'invasione dei Daci, in attesa dell'arrivo dello stesso imperatore. Dopo la vittoriosa conclusione della campagna nel 89 d.C. Marco Cornelio Nigrino rimase in Moesia, prima come governatore dell'intera provincia e successivamente (dopo la suddivisione della provincia) della Moesia Inferior. Inviato successivamente in Syria sempre in qualità di governatore, diventa da questo momento persona non grata. Le fonti (Plinio, Epist. 9, 13, 10s) riferiscono di un'ambizioso comandante delle legioni orientali, sostituito nel 97 d.C., in contemporanea con altri avvicendamenti ai vertici dei reparti orientali; è molto probabile che si trattasse di Cornelio Nigrino, in predicato (appoggiato dalle legioni di stanza in Moesia e in oriente) di impadronirsi della porpora imperiale, fintanto che la tesa situazione del 97 d.C. non si risolse con l'adozione da parte di Nerva, di Traiano che gli succederà nel 98 d.C.
Marco Cornelio Nigrino non viene ucciso (forse in considerazione della sua strepitosa carriera militare) ma viene allontanato dalla vita politica e si ritira in Hispania.
Delle sue gesta militari nulla ci è stato tramandato, se non l'incredibile collezione di onorificenze militari (paragonabile solamente ad altri quattro senatori di epoca imperiale: uno sconosciuto eroe dell'epoca di Vespasiano, L. Licino Sura all'epoca delle campagne daciche di Traiano, C. Aufidio Vittorino e T. Pomponio Proculo Vitrasio Pollione all'epoca delle campagne antoniniane sul Danubio); Marco Cornelio Nigrino risultava infatti decorato di due corone vallari, due corone murali, due corone classiche, due corone auree, otto aste pure e otto vessilli, come si evince da due frammenti integrati da G. Alfoldi come segue:

[M(arco Cornelio] M(arci) f(ilio) Gal(eria tribu) Nigrino / Curiatio Ma]terno co(n)[s(uli), --- / --- trib(uno) mi]l(itum) leg(ionis) XIIII ge(minae, adlecto / inter praetorios (?) a]b imp(eratore) Caesar[e Vespasiano Aug(usto)] / e[t Tit]o imp(eratore) Caesare A[u]g(usti) f(ilio), ab eis prae[...] / libus emendandis, leg(ato) Aug(usti) leg(ionis) VIII Au[gust(ae), leg(ato) Aug(usti) pro pr(aetore)] / provinc(iae) Aquitaniae, leg(ato) pro pr(aetore) M(oesiae), donato bello Da] / cico co[ro]nis mura[l]ibus duabus et [coronis vallaribus du] / abus e[t coro]nis classic[is] duabus et coro[nis aureis duabus hastis / puri octo vexillis oc]to, leg(ato) Aug(usti) pro [praet(ore) provinc(iae) Syriae].
marco cornelio nigrino
(Dal volume "Traiano-Ai confini dell'Impero"-Casa Editrice Electa)

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